Per gustare una buona cucina bisogna essere contenti, positivi ed ottimisti. Accostarsi ad una portata con una buona dose di desiderio e curiosità, lasciando da parte un eccessivo spirito critico, è sicuramente un ottimo inizio.

-Una buona cucina consumata da persone tristi o nervose o peggio prepotenti, non può essere tale e anche il miglior piatto servito a tali persone è sicuramente sprecato.

-Chi è astemio o non apprezza appieno il vino, non può dedicarsi a questo culto, poiché non lo valorizzerebbe nella sua completezza. Anche se forse si può essere favoriti da una predisposizione naturale, buongustai non si nasce, ma si diventa con la passione, la dedizione e l'esperienza. Non è possibile riconoscere un vino buono da uno cattivo, se si è sempre bevuto del vino cattivo.

-Dopo questa schietta premessa, e bene tracciare un breve indice degli argomenti da prendere in considerazione e che chiunque potrà sviluppare per ben capire questa grandissima cosa che è il gusto in cucina:

1- La cucina non come elemento isolato da altre sensazioni gustative, tattili e sensoriali.

2- La cucina nel mondo (non solo ricette, ma nella molteplicità di forme di costume e di     cultura).

3- La tradizione e la continuità progressiva.

4- Il problema-incubo dei libri di ricette; cucinare non è detto che debba essere facile o difficile, veloce o laborioso, ma immediato.

5- La cucina non fine a se stessa, ma come continua ricerca di gusto e di profumi, di tradizione e di novità, di piacére e di soddisfazione.

6- Il corretto approccio alla buona tavola, deve essere illuminato da sentimento, amore e passione (forse è un po' esagerato?), insomma sentirselo dentro (bah!) e non improvvisare. Deve sì avere basi concrete, volendo anche una scuola, ma nonostante questo purtroppo non è da tutti; sì, non è da tutti! Cucinare con la C maiuscola, in altre parole eseguire un piatto, è creare, come suonare un brano jazz, c'è il feeling ma non è mai uguale nelle sue altre esecuzioni. Una buona ricetta, infatti, eseguita più volte è e deve essere sempre diversa nelle sue sfumature, poiché risente dell'umore dell'esecutore.

7- Attraverso la cucina si trasmette anche il proprio carattere, il proprio stato d'animo. (sviluppo pensiero)

8- Cucina figlia del prodotto.

9- La filosofia della cucina. Il buongusto, da qualsiasi parte si consideri, merita senza alcun dubbio, lode ed incoraggiamento. Il buongusto non è da confondersi con voracità o più propriamente con eccessi di qualunque genere che portano ad un effetto opposto. Dal lato fisico è quindi prova della condizione sana e perfetta dell'individuo. Dal lato morale, giacché per vivere è necessario mangiare ed esiste l'appetito, è giusto gratificarci nel piacere del gusto dei profumi e dei sapori. 

Ciapa mò sò. 

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